subota, 4. siječnja 2014.

KOALICIJSKO LICEMJERJE

UGOVOR S VATIKANOM

KOALICIJA 'Crkvi dajemo previše, ali još nije vrijeme za reviziju...'

Objavljeno: prije 5 h i 6 min
Još uvijek nisu sazreli uvjeti da se Crkva prestane financirati iz državnog proračuna i uvede crkveni porez
Sporazumi s Vatikanom bez sumnje nisu dobri, ali duboko sumnjam da će se Vlada upustiti u njihovu promjenu jer bi tada izazvala Katoličku crkvu i napravila veću štetu nego korist, a teško bi uspjeli realizirati ovaj plan. Premijer Zoran Milanović zna da dobar dio hrvatske javnosti od njega očekuje ovakvu odluku, međutim, realno govoreći, još uvijek nisu sazreli uvjeti da se Crkva prestane financirati iz državnog proračuna i uvede crkveni porez po uzoru na Njemačku”,
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TKO BI VAS INACE DRZAO NA VLASTI DA NEMA PODKUPLJENE NEUPUCENE PASTVE, LAZNIH DOMOBRANA , DIJASPORE BEZ OSOBNIH ISKAZNICA IZ NEPOSTOJECIH ADRESA, STO NI EU DANAS TO NE SMETA .

NEUNISTIVI NEPRIJATELJ

PROBIJENI SVI UGOVORENI ROKOVI ISPORUKE

SKANDALOZNO KAŠNJENJE Vojska još uvijek čeka 5 MiG-ova, 2 helikoptera i 50 vozila Patria

  • Robert Fajt / CROPIX
Objavljeno: prije 1 h i 2 min
 
 
 
Ako se MiG-ovi do kraja veljače ne vrate s remonta, zračni prostor RH nazdirat će NATO, što bi bio vojno-politički skandal
Oružane snage do kraja 2013. trebale su se ojačati s pet MiG-ova 21, dva helikoptera MI-8 i 50 oklopnih vozila Patria. Unatoč ugovorenim rokovima i čvrstim obećanjima to se nije dogodilo
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A VAMA SE ZURI NA VJECNOM IZMISLJANJU NEPRIJATELJA - SVE NA RACUN OVOG GLADNOG NARODA 
NIKAKVA STID NE MOZE BITI VECA OD VASE PROFITIRAJUCE POZUDE.

petak, 3. siječnja 2014.

LA COMEDIA UMANA


 „PAPA FRANE NE RAZUMIJE AMERICKE MILIJARDERE“, NITI S KAKVOM  MUKOM NAKUPLJAJU BRDA SVOJIH SKUDA. - KOJE IM NE PADAJU S NEBA POPUT NJEMU U VATIKANU.

TREBALO BI ZATO, UMJESTO STO GADJAJU SVOJIM BESPILOTNIM LETJELICAMA PO JEMENU RAZIGRANE SVATOVE, U  PAKISTANU I AVGANISTANU VESELA ALKAIDINA PUSKARANJA, DA DOVEDU  U VATIKAN KIM JONG UNA, TU DA GA DOBRO NAPOJE, TE DA GA, POPUT SVOGA TETKA, BACI  U KAVEZ SA 120 GLADNIH PASA.

2O14, ASSALTO ALL'EUROPA : (Sa komentarom ovog bloga)

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2014, assalto all’Europa: nazionalisti ed estremisti a caccia di voti anti-Ue

A maggio si elegge il nuovo Parlamento europeo. Il partito trasversale degli euroscettici potrebbe incassare il 25-30% dei seggi rendendo instabile il governo dell'eurozona. Tre i Paesi con partiti antieuro in testa. La geografia delle forze in campo rivela però il peso dei nazionalismi e la difficoltà a formare un "blocco" critico. Intanto, quasi un europeo su due si dichiara scettico verso l'Europa.

“Insieme per l’Europa, vota con fiducia, la distruggeremo”. Tra gli appuntamenti cruciali della primavera 2014 c’è il voto del 22-25 maggio per il rinnovo del Parlamento Europeo. Una data cruciale perché il consenso delle formazioni euroscettiche è tanto cresciuto che non è poi così remota la possibilità che riescano a strappare una quota consistente dei 751 seggi in palio. Si parla di un 25-30%, abbastanza da rendere il prossimo Parlamento europeo quanto mai instabile, proprio quando la neoeletta assemblea dovrà nominare il nuovo Presidente della Commissione, cioè il governo dell’Unione. Alle tre del mattino di lunedì 26 maggio, dopo la ripartizione tra i gruppi politici, il verdetto potrebbe essere definitivo: l’Europarlamento, e dunque l’Europa, è ingovernabile. Anche uniti in una Grande coalizione, i partiti tradizionali – i popolari del Ppe, i socialisti del Pse, i liberali dell’Alde – potrebbero non avere la maggioranza per governare, mentre uno schieramento di nazionalisti, populisti, xenofobi, eurocritici, euroscettici, eurofobici, estremisti di destra e sinistra avrà impallinato il claudicante progetto di integrazione del Continente per un’altra Europa. Migliore o peggiore, resta da vedere. 
La mappa di chi sogna l’Europa. Per abbatterlaLa geografia dell’euroscetticismo in una manciata d’anni e perfino di mesi ha mutato ed esteso i propri confini a furia di cercare consensi e saldature di fronti fisicamente e culturalmente distanti. Francia, Austria e Olanda sono i tre grandi Paesi con partiti antieuro dati in testa, anche se con sfumature diverse che qualcuno sta provando a limare per costruire in Europa un “blocco antieuropeista”. Incontri e i corteggiamenti dei leader sono all’ordine del giorno. Ad aprile Marine Le Pen e l’omologo olandese Geert Wilders hanno infilato i piedi sotto a un tavolo e messo da parte le divergenze per tentare il colpaccio di unire i populisti di destra nella “Alleanza europea per la libertà”. “L’embrione di un gruppo parlamentare è già costituito”, aveva annunciato Le Pen. L’obiettivo è riunire i “patrioti” per “combattere l’Ue che impone i suoi diktat contro l’opinione dei popoli” coinvolgendo i Democratici svedesi, la Fpo austriaca, il Vlaams Belang belga e alcuni esponenti della Lega Nord (il 15 dicembre scorso la leader del Front National francese ha inviato un messaggio di adesione al congresso dei padani). Tutte queste forze politiche puntano a raccogliere i voti “contro”, favorite anche dal sistema proporzionale e dall’astensione, soprattutto fra i moderati. Ecco perché lo scenario è incerto, allarmi e inviti alla calma si susseguono ormai quotidianamente. 
ECCO COME SI VOTA
Il Parlamento europeo è composto da 751 deputati eletti nei 28 Stati membri dell’Unione europea allargata. Dal 1979 i deputati sono eletti a suffragio universale diretto per una periodo di cinque anni. Ogni paese stabilisce le proprie modalità elettorali ma deve garantire l’uguaglianza di genere e la segretezza del voto. Per le elezioni europee vige il sistema proporzionale. L’età del voto è fissata a 18 anni, salvo in Austria (16 anni). I seggi sono ripartiti in base alla popolazione di ciascuno Stato membro. Le donne rappresentano un po’ più di un terzo dei deputati europei. I deputati sono raggruppati per affinità politiche e non per nazionalità. Dividono il loro tempo tra le loro circoscrizioni elettorali, Strasburgo – dove il Parlamento europeo si riunisce in seduta plenaria 12 volte all’anno – e Bruxelles, dove partecipano a ulteriori tornate, nonché a riunioni di commissione e dei gruppi politici.
C’è chi è convinto che le fortune elettorali e demoscopiche di nazionalisti, populisti ed estremisti siano cicliche. Ricorda come lo stesso Fn francese, ad esempio, aveva ottenuto il 10% nelle europee nel 2004 gettando le cancellerie nel panico, ma cinque anni dopo ha dimezzato i voti e oggi è ri-accreditato al 24%. Effetto delle differenze tra nazionalisti che finora hanno impedito una vera saldatura del fronte anti europeista. Altri confidano invece che le soglie di sbarramento dei sistemi elettorali nazionali chiudano le porte dell’Europarlamento a diverse forze euroscettiche. Con la soglia al 4%, ad esempio, la Lega è in bilico. Ma resta il fatto che il partito transnazionale dell’antieuropeismo è tornato a correre da Londra ad Atene e il motivo non è un mistero: la fiducia dei cittadini nell’eurozona sta crollando. Secondo un’indagine Gallup gli scettici sono ormai il 43%, più degli euro-ottimisti che sono ormai fermi al 40%. Tra i Paesi delMediterraneo a guidare le danze anti euro è stata la Grecia sull’orlo del fallimento, dove Alba Dorata ha mostrato prima che altrove il potere di aggregazione delle formazioni estremiste messe a capo della battaglia per uscire dall’euro. Come è andata a finire ad Atene si sa: attentati e arresti. Resta il voto critico di Syriza e del partito dei Greci Indipendenti che vogliono approfittare del rifiuto delle misure imposte da Bruxelles e dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per imporsi a Strasburgo. Ma l’ondata si è estesa ad altri Paesi, con modalità e contenuti diversi.

Il caso Italia: tre partiti eurodelusi in corsa
Gli europeismi nostrani concorrono ma non trovano sintesi possibile.La Lega Nord chiede un’Europa delle Regioni. Alle ultime politiche ha preso un magro 4,1% ma potrebbe salire, anche per la ristrutturazione generale del partito che vede ora come segretario proprio un eurodeputato. Matteo Salvini insiste che quello è il cavallo di battaglia della Lega in vista del voto, l’Euroregione. Il Carroccio però fatica a far digerire il malcelato razzismo dalle forze nazionaliste non xenofobe come la Fpo austriaca che ha epurato gli elementi estremisti al suo interno o il britannico Ukip che a giungo ha preteso l’espulsione di Mario Borghezio per continuare l’esperienza nel gruppo parlamentare comune a Strasburgo EDF. Sulla bandiera dell’antieuropeismo hanno messo da tempo le mani anche i 5 Stelle. Alle politiche hanno incassato un eccezionale 25,5% vincendo, di fatto, la sfida dei partiti italiani. I sondaggi di novembre li danno al 20-24% e ora guardano dritto a Strasburgo. Nel suo discorso di Natale, non è un caso, Beppe Grillo ha messo proprio la sfida europea al centro. L’atteggiamento del movimento non è però di autentico antieuropeismo, quanto di critica frontale al direttorio europeo, prono al potere delle banche centrali e della tecno-finanza, insensibile alle istanze dei cittadini. Per questo Grillo propone un referendum dei popoli sulle regole del gioco, a partire dalla moneta unica e dagli accordi stretti dai governi italiani. E volutamente ambiguo è il tema dell’uscita dall’euro, che  lascia ognuno libero di pensarlo sia come la conta dei delusi e un avvertimento ai naviganti sia di fantasticare un nostalgico (quanto improbabile) ritorno alla Lira nazionale. Diversamente populista, anche il Movimento è stato adocchiato da quelli d’ispirazione nazionalista. Ma la stessa Marine Le Pen ha ritenuto che il programma del M5S non fosse affatto assimilabile a quello delle destre europee. Dove prenderanno posto gli eurogrillini?La rinata Forza Italia, anche in seguito al riposizionamento per la fuoriuscita di Ncd sta passando il Rubicone che divide pro e contro l’Eurozona. La spaccatura con gli Alfaniani ha lasciato campo libero ai falchi, sempre pronti a far la voce grossa con Bruxelles salvo farsi dettare l’agenda economica dalla Bce quando governavano. Brunetta, per dire, è arrivato più volte a stigmatizzare la necessità di una temporanea uscita dall’euro. In ogni caso in Italia c’è un blocco che marcia, a ranghi divisi, verso Strasburgo. 
Tra miliardari, reazionari e neofascisti. L’Europa divisa che va contro l’Europa
In Spagna il movimento degli Indignados vuole presentare diverse liste alle elezioni di maggio. Anche nell’Europa continentale l’avanzata degli euroscettici è rapidissima. La Francia sta diventando un caso e motivo di forti preoccupazioni per l’avanzata del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, estrema destra sociale, che nelle presidenziali del 2011 al primo turno prese il 17,9% e ora è accreditata a un 24%. Il suo menù euroscettico prevede politiche contro l’immigrazione e la moneta unica. In Olanda c’è il Partito delle Libertà guidato da Geert Wilders che nelle elezioni 2012 ha preso il 10% dei voti. In Belgio la grancassa antieuro è affidata a Vlaams Belang (Interesse Fiammingo), estrema destra. Rivendica l’indipendenza delle Fiandre, mano ferma sull’immigrazione e l’uscita dall’orbita della Comunità europea. In Austria fa proseliti il partito Team Stronach fondato dal miliardario austro-canadese Frank Stronach che vorrebbe tornare allo scellino e in cambio di questa promessa ha incassato nelle regionali 2013 il 9% dei consensi. In Germania, paese sul banco degli imputati per l’eurosconquasso, l’ultimo arrivato è Alternativa per la Germania di Bernd Lucke, professore di macroeconomia ad Amburgo. Con la promessa “se vinciamo via dall’euro” ha sfondato la soglia del 5% portando nel Bundestag la prima forza marcatamente antieuropeista e secondo un sondaggio Tns-Emnid veleggia oltre il 20%. In Finlandia alle presidenziali 2012 la listaVeri Finlandesi di Timo Soini si è presa 39 seggi su 200 diventando la terza forza del Paese. Terzo in Ungheria è il movimento di estrema destra Jobbik guidato da Gabor Vona che alle politiche 2010 ha preso il 16,7%, un sondaggio conferma la tenuta al 16%. In Inghilterra il fronte è rappresentato dall’United Kingdom Independence Party (Ukip) di Nigel Farage. Partito di estrema destra non è rappresentato alla Camera dei Comuni ma ha conquistato 13 seggi a Strasburgo con una percentuale di voti (16,5%) superiore a quella dei laburisti (15%). Missione dichiarata, il ritiro del Regno Unito dalla Ue. Sommati i seggi potenziali l’antieuropeismo transnazionale dal 2014 potrebbe pesare per un terzo del nuovo Parlamento europeo e consentire a tanti di parlare al popolo attaccando l’Europa da Strasburgo, dall’interno del suo cuore parlamentare. Se poi sapranno imporre anche un’idea comune e alternativa, partendo da posizioni tanto diverse, è tutta da vedere. Ci sono ancora (e solo) quattro mesi per capirlo.

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kOMENTAR OVOG BLOGA 
NASOM STAROM EUROPOM NECE NIKADA OVLADATI KRUPNI KAPITAL.
UMJESTO NJEGA TO DOBRO OBAVLJA UJEDINJENA DESNICA I LJEVICA.
KAKO JE TO MOGUCE?
LJUDSKI  MOZAK ZAPREMA DOVOLJAN OBUJAM - DA U NJEGA STANE I ONAJ  KOKOSIJI... 

LA DEVASTAZIONE SOCIALE DELL' ITALIA


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devastazione_sociale.jpg

"Ieri, a Sala Consilina (SA), un imprenditore edile di 50 anni si è tolto la vita. La vicinanza e la solidarietà alla famiglia sono oggi un obbligo per ognuno di noi. Da domani, tuttavia, dovremo esprimere solidarietà con un impegno sempre più concreto per trovare una vera via di uscita da questa tragica crisi sociale ed economica. Da troppo tempo queste notizie vengono riprese solo dalla cronaca locale, mentre esse attengono a un contesto più generale. Infatti, la crisi sta colpendo le fasce più esposte dell'intera società italiana. Vorrei che queste notizie venissero riportate a livello nazionale, perché il disagio di Sala Consilina non si nasconda nelle cronache di Sala Consilina, senza rendere partecipe l'intera nazione (se ne esiste ancora una)." Roberto De Luca

četvrtak, 2. siječnja 2014.

SOCIALDEMOKRATSKA GUJA

INSTITUT ZA J. FINANCIJE

EKONOMISTI KRITIZIRAJU 'Vlada je u samo tjedan dana povećala javni dug za 4 milijarde kuna'

  • Tom Dubravec / CROPIXAutor:  Hina
Objavljeno: prije 5 h i 3 min
To neće proći nezapaženo kod Europske komisije, poručuju s Instituta za javne financije
ZAGREB - Hrvatska je Vlada u samo tjedan dana, na posljednje dvije sjednice u prošloj godini, s četiri odluke povećala javni dug za oko četiri milijarde kuna, ističuAnto Bajo i Marko Primorac koji u najnovijem Aktualnom osvrtu Instituta za javne financije (IJF) pitaju "Gospodo, gdje je strategija zaduživanja i upravljanja javnim dugom?".

EKONOMIST IZ SLOVENIJE 'Hrvatska kasni čak 10 godina u razvoju za zapadnom Europom'
U tako naslovljenom osvrtu, Bajo (IJF) i Primorac (Ekonomski fakultet, Zagreb) zamjećuju kako su zadnji tjedan u godini, kao i mjesec srpanj, hrvatskim vladama često pogodni za mijenjanje zakona ili donošenje odluka koje značajno utječu na državne financije.
To potvrđuju i dvije posljednje sjednice Vlade - telefonska održana na Badnjak, 24. prosinca, na kojoj je dana suglasnost ministru financija za zaduživanje RH u iznosu od 200 milijuna eura te suglasnost Centru za restrukturiranje i prodaju (CERP) za zaduživanje u iznosu od 606,4 milijuna kuna, dok je na sjednici 27. prosinca Vlada dala suglasnost za kreditno zaduženje Hrvatskih cesta te za preuzimanje duga HŽ Infrastrukture.
"Tako je u samo tjedan dana Vlada s četiri odluke povećala javni dug za oko četiri milijarde kuna. Hrvatske ceste pridonose rastu duga s 0,4 milijarde, Hrvatske željeznice s 1,4 milijarde, država izravnim kratkoročnim zaduživanjem s 1,5 milijardi te Centar za restrukturiranje i prodaju s 0,6 milijardi kuna", navode Bajo i Primor
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Komentar ovog bloga 
Kad bi se zbrajali svi zlocini pocinjeni od strane Hitlrovog nacifasizma zajedno sa Staljinovim, nebi se ni izblizu mogli uporediti  Socialdemokratskim zlocinima i nedjelima, direktnim i indireknim, koje su pocinili pocem od zloglasne Dresdenske konvencije 1900 (?) do nasih dana, kada je usvojena Kautskova resolucija, koja je usmjerila dotasnje marksiste na suradnju sa kapitalistickom klasom, koja bi dovela reformskim tricama do postepene modifikacije klasicnog kapitalizma u jedno njihovo zajednicko reformirano nosence, danas dobro znano, pod imenom Liberalnog kapitalizma. ( Vidi FLASHLIGHTS OF THE AMSTERDAM CONGRESS by Daniel De Leon)
Drugim rijecima, zahvaljujuci Socialdemokratskoj pojavi 20. stoljeca,sva se suvremena povijest strmoglavila naglavacke.
Socialdemokrati Njemacke su se tako zatekli na samom celu njemackog Junkeraja koji uvodi covjecanstvo u Prvi Svjetske osvajacki rat.
Ruski socialdemkrati isli su jos dalje da pod Lenjinovim vodstvom stvore vlastitu reformatosku boljsevicku Komunisticku partiju, koja ce "graditi", ne vise Marx- Engelsov komunizam, vec njegov "prvi stadijum"  staljinistickog socijalizma  metodama pomocu ruskog muzika  Jos za vrijeme Lenjina gusi se prvi pokusaj sociajlisticke revolucije Njemacke zvjerskim klanjem njenih vodja Roze Luksemburg  i K Liebknechta, kao i 1933. staljinovim nalogom Njemackim komunistima da odustanu od drugog pokusaja socijalisticke revolucije koja je tada brojala preko tri milijuna organizirane radnicke klase Njemacke, sto bi time bio sprijecen i sam dolazak Hitklera na vlast, ciji se pokrenuti tocak i dalje kotrlja globusom- silom pocetne inercije i socialdemokratskim prociscavanje terena da ga pri tome nista ne ometa u njegovom sumanuto kotrljanju ovom divnom Planetom.